
IL
“PIGAFETTA” E’ TORNATO A CASA.
Venerdì
2 giugno, alle ore 15.23 precise, davanti all’ingresso del Museo
dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” si è fermato il camion IVECO 75 PC
denominato “Antonio Pigafetta” che fra il 1979 e l’81 compì il giro del
mondo con il bassanese Cesare Gerolimetto ed il giornalista Daniele Pellegrini.
Al volante dopo 35 anni, nuovamente
Cesare Gerolimetto, accolto da applausi di amici ed appassionati, foto e riprese
filmate. Partito da Mondovì all’alba e scortato da otto fuoristrada d’epoca
anni ‘60/’70, il glorioso veicolo è arrivato nella sua casa definitiva. Si
deve alla sensibilità del Club 4x4 Storici Italiani tutta la vicenda. E’
l’ing. Masoero che, incuriosito da questo camion con scritte e segni del tempo
che si trova rimessato in un capannone dell’azienda torinese, approfondisce la
sua storia rivangando nella memoria e chiedendo conferme.Gerolimetto è di
Bassano del Grappa, a Bassano c’è un noto museo dell’auto e due più due
hanno fatto quattro molto in fretta. Ha telefonato all’ente veneto, ha sondato
la dirigenza IVECO e tutto si è concluso velocemente. IVECO cede al Museo
“Bonfanti-VIMAR” questo prezioso cimelio, che abbisogna però di qualche
cura per rimetterlo in efficienza estetica e meccanica. Esso passa sotto le
attenzioni dello specialista Bongioanni di Mondovì e, seguito da Masoero,
Gerolimetto e, per il museo, Balestra, viene sottoposto ad un accurato restauro
conservativo, e lasciando giustamente i segni del tempo.Così dopo aver percorso
ben 184.000 Km. in poco più di due anni e conquistato il Guinnes dei Primati
per essere stato il primo ed unico camion a compiere questa impresa, il
“Pigafetta” ha trovato la giusta vetrina. Sarà infatti una delle attrazioni
del nuovo museo che sta prendendo consistenza nel cuore antico di Bassano, in
una nuovissima, moderna e prestigiosa sede. Gerolimetto ha
raccontato un po’ delle sue avventure, la vita dura e spartana condotta, le
fatiche, le gioie e qualche paura. Si è saputo così che è stato conquistato
anche il record mondiale di altitudine per camion civili, ben 5.263 metri del
passo di Chacaltaja nella Bolivia.
Oltre i 4.000 metri l’ossigeno non è
più sufficiente per la corretta combustione del motore – racconta
Gerolimetto- ed ogni momento sembrava che ci dovessimo fermare. Si
procedeva a tutto acceleratore con la prima ridotta, ad una velocità di circa
1,5 Km/ora! Se ci fossimo fermati, il motore si sarebbe spento e nessuno lo
avrebbe più potuto riavviare. La potenza –conclude l’avventuroso pilota- si
era ridotta a poche decine di cavalli. E’ stato un quasi miracolo, ma ce
l’abbiamo fatta. Oggi per me è stata una grande emozione poterlo guidare
nuovamente ed un grazie va a IVECO ed al Museo Bonfanti-VIMAR per questa ultima
e bellissima impresa”. Dopo
un brindisi festoso, all’interno del Museo Giorgio Marzolla ha presentato il
suo ultimo libro “Il Collezionista di automobili” edito da Balto Editore per
una nuova collana denominata Antica Officina Meccanica. Con la consueta verve
Marzolla ha illustrato il suo libro, che racconta simpaticamente ciò che si
deve e non deve fare, auspicando di procedere il più possibile con restauri
“conservativi” che non snaturino l’oggetto veicolo, ma bensì lasciando
per quanto possibile la sua patina del tempo,
come appunto è stato fatto nel caso del “Pigafetta”, che reca ancora
qualche ferita riportata nel giro del mondo.